La meditazione come mezzo per interiorizzare, separare la mente dal corpo, esaltare il proprio “essere”. Impariamo a meditare correttamente, in modo da condurre, gradualmente, la nostra mente, ad una condizione di consapevole tranquillità nei confronti di ciò che ci circonda.

Meditare: imparare ad ascoltarci

Le nostre potenzialità, limiti, inclinazioni o tendenze, possono essere messi a nudo attraverso un ascolto attento del nostro corpo: applicando, insomma, una opportuna meditazione. La meditazione è un grande strumento in grado di demolire illusioni, traumi, consuetudini e dannose abitudini.

Ci permette di scavare in profondità aprendo la nostra mente, con benefici legati a maggior attenzione, concentrazione, lucidità, memoria, precisione, senza trascurare quelli legati all’empatia, tolleranza, intuito, comprensione, capacità di amare.

La mente addestrata attraverso la meditazione, è quella che riesce a “pensare positivo”, ed è in grado di abbattere pregiudizi e stereotipi che spesso ci accompagnano.

meditazione

Sapersi accettare

La meditazione, per essere efficace, parte da un importante presupposto: accettiamoci per quello che siamo. Impariamo a venire a patti con tutto ciò che ci accade, accettandolo. Qualsiasi intenzione di modificare o manipolare la mente, tentando di imporci uno stato mentale diverso da quello che stiamo vivendo, costituisce una mancanza di accettazione che potrebbe provocare problemi.

La pratica meditativa

Caliamoci ora nella tecnica che regola la pratica meditativa.

Dopo avere assolto alle faccende quotidiane, approfittando di un momento di serenità, appartiamoci, senza fretta, in un posto tranquillo. Seguiamo, poi, pochi ma importanti consigli:

  • Evitiamo ambienti troppo freddi o caldi, nonché troppo luminosi o bui.
  • Sediamoci tranquilli su una sedia o per terra a gambe incrociate. Se siamo esperti di yoga, assumere la posizione di Loto o mezzo Loto, ci può aiutare. L’importante è che la schiena sia dritta, la nuca allineata con il resto della colonna, il capo leggermente flesso in avanti. Gli occhi sono socchiusi oppure chiusi, con attenzione all’area compresa tra le sopracciglia. Immaginiamoci la postura assunta correggendola, se necessario, prima di inoltrarci nella meditazione.
  • Concentriamoci sul respiro: lento, profondo, diaframmatico. L’aria entra ed esce dal corpo. Immaginiamo l’aria che scende verso la base della colonna vertebrale per poi risalire, fluire lungo i nostri centri vitali (i chakra) plasmandoli, massaggiandoli, per poi uscire e lasciarci.
  • Proviamo, ora, a concentrarci, a non pensare ad altro. Non è facile: la nostra mente tende a generare pensieri come d’altronde è abituata a fare. Spazziamoli via, e riportiamo la mente a concentrarsi sul respiro. Avvertiremo qualche attimo di profonda serenità, ma evitiamo di sentirci appagati da essa. Lasciamola fluire. Meditare significa raggiungere il corretto livello di energia, assecondandola ed evitando di controllarla. Sentiamo il silenzio, il vuoto della nostra mente, le vibrazioni circostanti, l’eternità dell’attimo. Ogni seduta meditativa è diversa da un’altra, non ve ne sono due uguali.

Con il passare dei mesi, degli anni, riusciremo a percepire la presenza di oggetti (e per oggetti si intendono entità non bene definite) normalmente non percepibili con i nostri sensi. Non li possiamo codificare, né processare. Non li possiamo quantificare, sono cose di un’altra dimensione, di un altro mondo…

Per essere più efficaci, possiamo servirci di strumenti, come la visualizzazione di immagini, cari per focalizzare l’attenzione, oppure possiamo produrre dei mantra con la mente o con le corde vocali. Il fine è sempre quello di fissare l’attenzione, concentrarci e fermare la mente. Stiamo in quieta attesa, percettivi, sensibili, umili: è importante non strafare! Evitiamo di controllare quei moti energetici che man mano avvertiamo, lasciamoli fluire.

Adesso non c’è più il meditante: ci siamo dissolti in questo fluire di energia. Siamo distaccati, l’attività della nostra mente rallenta, percepiamo i nostri pensieri come fotogrammi. Ed eccolo lì, davanti a noi, il nostro spirito divino: accogliamolo, sentiamolo, contempliamolo.

Godiamo di questo momento: è l’incontro con Dio!

Ringraziamo…ringraziamo sempre. Apriamo gli occhi e fissiamo il pavimento. Siamo quieti. Lentamente, ritorniamo alla vita di tutti i giorni, con più consapevolezza, portandoci il calore della meditazione con noi, nelle nostre attività quotidiane.

Restare in silenzio

Ora conteremo fino a dodici

e tutti resteremo fermi.

Una volta tanto sulla faccia della terra,

non parliamo in nessuna lingua;

fermiamoci un istante,

e non gesticoliamo tanto.

Che strano momento sarebbe

senza trambusto, senza motori;

tutti ci troveremmo assieme

in un improvvisa stravaganza.

Nel mare freddo il pescatore

non attenterebbe alle balene

e l'uomo che raccoglie il sale

non guarderebbe le sue mani offese.

Coloro che preparano nuove guerre,

guerre coi gas, guerre col fuoco,

vittorie senza sopravvissuti,

indosserebbero vesti pulite

per camminare coi loro fratelli

nell'ombra, senza far nulla.

Ciò che desidero non va confuso

con una totale inattività.

È della vita che si tratta;....

Se non fossimo così votati

a tenere la nostra vita in moto

e per una volta tanto non facessimo nulla,

forse un immenso silenzio interromperebbe la tristezza

di non riuscire mai a capirci

e di minacciarci con la morte.

Vi aspettiamo al centro NAMI!
Telefono: 327 8990649
Email: namiemozioni@gmail.com
Passate a trovarci: siamo all'interno di Macrolibrarsi
a Cesena in via Emilia Ponente 1705