Noi esistiamo ed agiamo perché abbiamo un corpo vivo, anzi perché siamo in un corpo vivo e pulsante. Recuperare la conoscenza, il rispetto, la dignità e l’amore del nostro corpo è la condizione essenziale per vivere uno stile di vita focalizzato nel benessere.

Se nel passato il corpo è stato esiliato dalla psiche e dallo spirito, mai come in questi tempi esso ha subìto ogni forma di maltrattamento e di mortificazione.

Intorno al 1930, lo psichiatra L. Biswanger intuì l’importanza della dimensione spirituale nelle decisioni di cambiamento che l’individuo umano deve prendere, se vuole realizzare il proprio benessere e il più essere. Per questo Biswanger è stato il primo Antropologo esistenziale, per aver messo al centro della sua attenzione le varie modalità dell’esserci rispetto alla vita.

Per i Lama buddisti del Tibet il corpo è considerato come un gioiello prezioso, un veicolo che ci permette di crescere interiormente e di evolvere. Se il corpo è sofferente, ne risentono sia la psiche che lo spirito: partendo dal nostro corpo (respiro, movimento, ecc.)  permettiamo di aprirci e di abbandonarci al flusso dell’energia universale,  dentro e fuori di noi.

Abbiamo tutti bisogno di recuperare l’ascolto e il dialogo con i messaggi sempre puntuali e precisi del nostro corpo, che costituisce la nostra abitazione principale ed è l’amico di cui non possiamo fare a meno. La nostra psiche può anche mentire, ma il nostro corpo non mente mai, con i suoi segnali inequivocabili. Per “segnali” intendo le sensazioni, i malesseri, i disturbi, gli accadimenti fisici, i sogni, ecc.

“Non c’è mente che non si radichi nel corpo”.

Il corpo, la sua condizione presente, i suoi limiti e i suoi disturbi ma anche le sue molte possibilità di movimento e di trasformazione, sono la base su cui poggia ogni vera conoscenza di sé e del mondo.

Lo Yoga è coscienza di sé attraverso la conoscenza del proprio corpo.

yoga

I PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA DISCIPLINA YOGICA

Yoga ha un duplice significato. Il primo è “unione” ovvero unione dell'uomo al Tutto. Il secondo è “legare insieme” (Yuj) i sensi, la mente e il corpo, al fine di ottenere il risveglio dell'energia sottile che conduce all’esperienza dell’unità con il Tutto.

Lo yoga indica l'insieme delle tecniche finalizzate al ricongiungimento del corpo, della mente e dell'anima individuale (jiva) con l’anima universale intesa come pura consapevolezza (Brahman o Sé), liberando lo spirito dall’illusione del tempo, dello spazio e della causalità.

Tenendo conto delle interazioni tra il corpo e la mente, e al fine di preservare un equilibrio tra gli stessi, i praticanti yoga hanno perfezionato un metodo unitario che combina le posture, propedeutiche per la salute fisica, con la respirazione e la meditazione che arrecano serenità mentale.

La meditazione yogica guida il praticante al distacco dalle percezioni e dai pensieri, rendendolo un osservatore esterno al suo stesso flusso di coscienza. Attraverso la pratica della consapevolezza, si raggiunge una condizione mentale che contempla la coesistenza di opposti, nonché l’atto del trascendere il dualismo tra anima individuale e universale, tra ciò che è effimero da ciò che è eterno.

La pratica dello yoga si manifesta come esplorazione delle potenzialità del “veicolo” corpo che opera con l’intelligenza, le emozioni, e le azioni al fine di conseguire una armonia profonda, attraverso un processo esperienziale accessibile a tutti. Si perviene pertanto alla scoperta della propria natura più autentica, distinguendo il reale dall’irreale, nonché all’accettazione dei propri limiti, conseguendo l'armonia interiore.

“Chi pratica lo yoga vede sé stesso nel cuore di tutte le creature e tutte le creature nel proprio cuore.”

(Bhagavad Gita)

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